Martedi Santo

LA PROCESSIONE DEL MARTEDI’ SANTO 

                                        Maria SS. Addolorata per le strade di Leonforte

 

 

Prima di tutto parliamo dell'immagine della Madonna; bellissima, struggente, espressiva, contemplativa, addolorata ma ritta, dignitosa, austera,  materna,  speciale, unica,  comunicativa, quasi parla, coinvolgente.

Poi i segni inconfondibili del dolore: il pugnale piantato nel cuore, il manto nero cosparso di stelle a indicare il dolore cosmico, universale.

All’imbrunire del Martedì Santo dalla Chiesa di S. Stefano ha inizio la commovente processione, aperta dalla croce con le insegne ed i lampioni; seguono le Verginelle, le bambine vestite di nero e con un velo in testa anch’esso scuro, che portano in mano un piccolo Crocifisso con un mazzetto di fiori ad esso legato, si dispongono in fila le consorelle della congregazione dei Sette Dolori e i confrati con il cappuccio abbassato in segno di lutto e di devoto raccoglimento.

I confrati incappucciati, nel silenzio totale, portano la Madonna sulle spalle con un movimento ondulatorio che fa muovere il manto e fa  vibrare la statua che sembra   camminare da sola, viva in mezzo a noi.

La banda musicale con le note dolorose di composizioni musicali di alto significato e che ti immergono in un'atmosfera indescrivibile.

Il Sindaco a rappresentare tutta la città e i carabinieri in grande uniforme a scortare mirabilmente la Madre.

 

E poi la gente, tutta Leonforte a fare da ali alla Madonna, quasi a cercare il contatto fisico; le mani si allungano per toccare il manto, il fercolo, per sentire la vicinanza e la presenza della Madre; poi una gara a prendere una rosa bianca dal fercolo per portarla a casa come un gioiello prezioso, per prolungare il profumo che emana dalla Madre: profumo di eternità.

 

La processione non è antica come quella del venerdì santo, risalendo infatti ai primi anni del secolo scorso. Il Martedì Santo, giorno di adorazione riservato alla confraternita Maria SS. Addolorata, i confrati partivano dalla Chiesa di S. Stefano, per un periodo senza statua, poi portando in processione la statua dell’Addolorata seduta, fino alla Matrice; qui ascoltavano la Parola, la predica sui sette dolori della Vergine e, dopo l’ora di adorazione, facevano ritorno alla Parrocchia.

Solo in periodo relativamente recente ( inizio ‘900 )  fu commissionata  l'attuale statua dell'Addolorata e si pensò di  portarla in processione,  senza dimenticare l'adorazione eucaristica in Chiesa Madre. L’attuale statua fu acquistata, per conto della confraternita, dal Sac. Leopoldo Pontorno, il futuro arciprete di Leonforte, che nei primi anni del suo sacerdozio più volte si trovò a sostituire l’infermo zio, pure lui Leopoldo Pontorno, parroco di S. Stefano. L’idea dell’acquisto sorse ad un bidello, che offrì buona parte del denaro, per far fronte ad un’annosa diatriba tra la Confraternita dell’Addolorata e l’Arciconfraternita del SS. Sacramento; quest’ultima non vedeva di buon occhio che i confrati dell’Addolorata facessero la processione con una statua non loro.

 

Comunque diamo merito e onore ai nostri confrati che ci hanno preceduto e che hanno avuto l'idea di comprare la statua dell'Addolorata, non potevamo ricevere un'eredità più ricca e più bella di questa.

 

                       ( da una descrizione del confrate Turi Algozino e

dal Libro “ l’Arciconfraternita del SS. Sacramento storia tradizioni e riti” di Paolo Favazza )