Venerdi Santo

VENERDI’ SANTO

Via Crucis e Crocifissione

Fino agli anni ’70 nella tarda mattinata i confrati del SS. Sacramento, in abiti civili e con la sola corona d’agghiastru sul capo, prelevavano la statua di Gesù dalla lettiga e dopo averla coperta con il lenzuolo, attraverso la porticina che collega l’Oratorio della Matrice, entravano in chiesa per collocarla sulla croce sistema nel presbiterio. Solo dai primi anni ’80 il rito della crocifissione inizia intorno alle ore 11,00 con una processione preliminare dall’Oratorio in chiesa attraverso il piazzale della Matrice; durante il tragitto vengono meditate le stazioni della Via Crucis. La processione è aperta dalla croce dell’Arciconfraternita del SS. Sacramento, due lunghe file di confrati e consorelle e da coloro che portano i cuscini con i preziosi chiodi, la corona di spine ed il lenzuolo della deposizione con una rosa rossa; quindi il Cristo con il volto scoperto e sorretto da cinque confrati, segue l’Addolorata portata a spalla dai nostri confrati. Nell’anno 2007 il consiglio di Amministrazione dell’Arciconfraternita del SS. Sacramento, in uno spirito di collaborazione e fraternità, ha unanimemente deciso di coinvolgere due confrati della confraternita dell’Addolorata nel pietoso trasporto del Cristo, mentre il moderatore della stessa ha partecipato al suggestivo rito della Crocifissione. Verso mezzogiorno, giunti dinanzi alla croce, la statua con le braccia snodabili viene “crocifissa”.

Completato il rito della crocifissione, l’Addolorata con passo lento e cadenzato per tre volte si avvicina e poi si allontana dalla croce, a simboleggiare il doloroso distacco, come se non volesse abbandonare il Figlio; quindi fa ritorno nell’Oratorio del SS. Sacramento dove dopo aver recitato l’atto di affidamento i confrati dell’Addolorata si concedano intonando il canto “ Stava Maria Dolente”.

 

 La Processione

          
      Il preludio alla lunga processione si svolge all’imbrunire quando i confrati del SS. Sacramento escono dall’Oratorio portando a spalla “l’urna” . Spalancato il grande portale fanno ingresso in chiesa giungendo fino ai piedi della croce. Qui avviene il drammatico rito della deposizione della quale tradizionalmente si occupano i sacerdoti.

Per tradizione il clero porta l’Urna con il Cristo fino alla porta della chiesa, dove viene consegnata ai confrati.

La banda musicale, non appena vede apparire davanti al portale l’Urna seguita a breve distanza dalla Madonna Addolorata, inizia a suonare la marcia funebre.

 

Inizia quindi la processione seguita dal popolo che attraverso un percorso lungo e spesso particolarmente accidentato tocca tutte le tredici chiese locali, tredici quante sono le stazioni della Via Crucis che giunti in ogni chiesa vengono meditate.

Il corteo è aperto dai confrati della Mercede e di Santa Croce, quindi quelli del SS. Sacramento e dell’Addolorata che portano rispettivamente Gesù Morto e la Madonna. Ai lati dell’Urna si collocano quattro consorelle del SS. Sacramento con le torce accese, così come due consorelle dell’Addolorata si collocano ai lati del simulacro dell’Addolorata sempre con le torce accese.

Dalla Chiesa Madre la processione percorre un piccolo tratto di via Garibaldi, imboccando via Favarotta e attraverso via Granfonte giunge alla Chiesa della Madonna nel suggestivo scenario   della grande fontana “muta”, in quanto in segno di lutto viene interrotta l’erogazione dell’acqua, nello spiazzale antistante la Granfonte viene accesa la luminaria suggestiva sia per la sua maestosità ma anche per lo scenario in cui viene collocata. 

 

Dalla Chiesa della Madonna giunge alla Chiesa S. Stefano e attraverso la cuticchiata ( Via Garibaldi ) e percorrendo un breve tratto del Corso Umberto arriva alla Chiesa della Batia (Collegio di Maria) ridiscende lungo via Collegio, attraversa Piazza Branciforti e raggiunge la chiesa di S. Antonio di Padova. Passa dinanzi alla scuderia dei Branciforti, imbocca via Portella per giungere alla Chiesa della Mercede; da qui per via Portella, via Spalletta e via San Giuseppe per giungere all’omonima chiesa e dopo aver percorso quest’ultimo tratto a ritroso attraversa piazza Parano ed arriva alla Chiesa dei Cappuccini. Dai Cappuccini per via Cavallotti e via Stella si giunge alla Chiesa dell’Annunziata e dopo una breve sosta il passaggio attraverso il cortile del vecchio ospedale che costituiva fino a qualche anno fa, cioè fino a quanto il nosocomio era funzionante, uno dei momenti più toccanti della processione. All’inizio di questo breve tratto ospedaliero, percorso molto lentamente, il personale medico e paramedico attende in camice bianco per portare l’Urna e l’Addolorata cedute dalle due confraternite rispettivamente agli uomini e alle donne.

Si riprende ripercorrendo via Ospedale, via Delfino, via Capra per raggiungere la Chiesa del SS. Salvatore, quindi via Sicilia, Via campo Sportivo e via Torretta fino alla chiesa della Catena. Da qui lungo il Corso Umberto fino alla Chiesa di S. Francesco di Paola per osservare una sosta un po’ più lunga prima di affrontare la faticosa salita di Via Santa Croce e giungere all’omonima chiesa per i leonfortesi rappresenta il calvario. Si ridiscende dalla chiesa S. Croce a valle fino al piano del Calderai. Dal Piano Calderai per via Crispi, via Cipolla si giunge al corso Umberto ( da alcuni anni in questo tratto avviene il cambio cioè l’Urna viene portata dai confrati dell’Addolorata mentre il simulacro di Maria SS. Addolorata viene portato dai confrati del SS. Sacramento ) e percorrendo l’ultimo tratto di Corso Umberto si fa ritorno in chiesa Madre nella tarda nottata.

Qui il Cristo viene adagiato ai piedi della croce, ancora collocata al centro del presbiterio, fino a mezzogiorno di sabato per permettere alla gente di farvi visita.  

 

 

( Tratto dal libro “ L’Arciconfraternita del SS. Sacramento Leonforte  storia, tradizioni e riti “ del Dr. Paolo Favazza )