Domenica di Pasqua

DOMENICA DI PASQUA   ( U’ NCUONTRU)

 

Negli ultimi anni la ripresa delle attività confraternali ha ridato vigore alle celebrazioni pasquali che tanto hanno significato per la collettività leonfortese, specialmente in periodi di maggiore difficoltà, coinvolta com’era nella sua quasi totalità. Diversi erano infatti i quartieri che prendevano parte all’Incontro ( u’ Ncuontru ) con il proprio santo.

Fino agli anni cinquanta la drammatizzazione dell’Incontro di Cristo con la Madonna e gli apostoli aveva luogo presso il piazzale Cappuccini nella mattinata di domenica. La rappresentazione pomeridiana fu introdotta nei primi anni sessanta per permettere alla gente di consumare con tranquillità il pranzo pasquale, senz’altro turbato dal protrarsi della cerimonia fino alle ore pomeridiane.

La crisi confraternale portò, di lì a qualche anno, alla quasi completa soppressione della sacra rappresentazione non potendosi reperire neppure un esiguo numero di “portantini” per il trasporto dei percoli. Per qualche anno infatti le statue del Risorto, dell’Immacolata e di qualche altro santo furono portate in processione sistemate su camion e lambrette. Solo la rinascita delle confraternite ha ridato vigore a questo rito che nella pasqua del 1988 è ricomparso come era un tempo, secondo le modalità tradizionali, svolgendosi dapprima nel sagrato della Matrice e a partire dal 1990 nel piazzale dei PP. Cappuccini, anche se il cerimoniale ha luogo durante le ore pomeridiane. Nello stesso anno ( 3 aprile 1990 ) è stato codificato il rituale attuale con un documento comune, sottoscritto dai rappresentanti di tutte le confraternite e dall’arciprete Benedetto Pernicone.

Nel redigere tale documento ci si è avvalsi delle testimonianze di quanti, specialmente tra i confrati più anziani, avevano vissuto i riti della Pasqua così come si svolgevano fino al periodo pre-bellico, cercando di riproporli nella loro originalità ed integrità, che erano il frutto di una profonda conoscenza e rappresentazione fedele degli eventi narrati dai vangeli.

Sin dal pomeriggio di sabato ed nella prima mattinata di domenica, in tutte le chiese coinvolte nella drammatizzazione, si svolge l’opera della preparazione e di addobbo delle vare e delle statue a cura dei confrati.

Nel pomeriggio di domenica all’ora convenuta, tutte le statue che partecipano alla rappresentazione partono dalle proprie chiese nei vari quartieri, secondo ritmi, tempi e modalità standardizzati. San Tommaso scende dalla Chiesa di Santa croce e si reca all’Annunziata dove “preleva” la Maddalena, coperta da un velo nero in segno di lutto, ed insieme proseguono per i Cappuccini.

San Giacomo che sale dalla Chiesa della Madonna nell’antico quartiere della Granfonte, attraverso via Garibaldi raggiunge la chiesa di S. Stefano dove trova San Giovanni ed insieme si dirigono verso la chiesa di S. Antonio per incontrare l’Immacolata coperta dal velo nero; le tre statue attraversano Piazza Branciforti ed all’incrocio di Corso Umberto incontrano San Pietro e Sant’Andrea con i quali si uniscono in processione verso la Chiesa dei Cappuccini.

 

La sacra rappresentazione dell’Incontro ha inizio al sopraggiungere di tutte le confraternite con i santi in Piazza Cappuccini. Le statue trovano collocazione secondo una precisa disposizione, mentre Gesù risorto rimane sull’uscio della porta della Chiesa da dove avanza gradualmente.

L’agile e bella statua lignea di San Michele arcangelo inizia la “rappresentazione” recandosi dalla Madonna e tornando verso la chiesa per ben tre volte; ad ogni ambasciata il cristo si avvicina sempre più alla porta per uscire definitivamente al terzo viaggio, quando il messaggero, preceduto dall’arciprete, accompagna appunto la Madre alla quale, grazie ad un ingegnoso congegno, cade il velo nero che la copriva. La Madonna, mostrando tutta la sua magnificenza nella bellezza del volto, dei lineamenti e delle vesti fregiate di oro zecchino, salutando con un energico scuotimento della vara, prende posto alla destra del Figlio, mentre San Michele sosta accanto a Lei. La rivelazione viene poi fatta a San Giovanni che va da San Pietro ed insieme corrono verso Gesù; a metà strada San Giovanni cede il passo a San Pietro che dinanzi al Cristo fa per primo l’inchino. San Giovanni viene posto a sinistra accanto a Gesù e San Pietro accanto a San Giovanni. L’annuncio della resurrezione viene quindi fatto alla Maddalena, che si sveste del manto nero, e salutando Gesù si pone accanto a San Pietro.

E’ la volta si Sant’Andrea, che fa l’inchino e si pone accanto a San Michele, e di San Giacomo che prende il posto accanto alla Maddalena.

Rimane San Tommaso collocato in disparte fuori dalla piazza, verso il quale, per la sua ostinata incredulità, si muove per tre volte San Giacomo; al terzo viaggio crede alla lieta novella raggiungendo Gesù e salutandolo. Quindi sopraggiunti tutti gli apostoli al grido di “Saramentu” le bandiere e gli stendardi propri delle confraternite si scuotono dinanzi al cristo in segno di gioia, saluto e riverenza. Inizia così la processione che percorrerà via Cavallotti, Corso Umberto, via Stazione, via Torretta, via Campo Sportivo quindi ancora Corso Umberto per raggiungere la Matrice.

 

La sfilata avviene secondo il seguente ordine: apre lo stendardo della confraternita della Mercede che porta a spalla San Michele; segue San Tommaso con la confraternita di Santa Croce; quindi San Giacomo, un tempo portato dalla confraternita della Madonna del Carmine, oggi viene condotto dai giovani della Confraternita Maria SS. Addolorata; Maria Maddalena portata dalla Confraternita dell’Annunziata; Sant’Andrea condotto dai giovani confrati del SS. Sacramento; San Pietro portato dalle consorelle del SS. Sacramento; quindi Gesù Risorto condotto dai confrati del SS. Sacramento ed ai lati San Giovanni e l’Immacolata portati rispettivamente dalle consorelle e dai confrati dell’Addolorata.    

Dinanzi al “ trittico”  si dispongo gli stendardi dell’ Immacolata e del SS. Sacramento con i gonfalonieri che si esibiscono in prove di equilibrismo  e di grande abilità nel manovrare le lunghe aste. Chiude la banda musicale ed il popolo dei fedeli in processione.

                

La processione ha termine in Piazza Matrice dove la statua del Cristo collocata dinnanzi al portale della chiesa riceve il saluto di commiato della Madonna e dei santi secondo un ordine ben preciso, al suono della banda musicale, allo scroscio degli applausi della gente esultante e tra lo sparo dei giuochi d’artificio. Infine dopo essersi congedati a loro volta dall’Immacolata tutti i santi fanno ritorno alle proprie chiese salutati da un allegro scampanio a festa.