L'Immacolata Concezione - Storia, Dogma e Tradizione

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LE ORIGINE DEL PECCATO E LA REDENZIONE DEL MONDO.

 La storia dell’uomo è stata caratterizzata dalla Misericordia di Dio, infatti sin dall’eternità ci ha scelti per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità (Ef. 1,4). Tuttavia tentati da Satana, Adamo ed Eva si ribellarono ai piani divini volendo, loro, diventare come Dio attraverso la conoscenza del bene e del male, quindi, ascoltando il Maligno, scelsero di voler ottenere la felicità alla quale erano stati chiamati con le loro sole forze.

Ma Dio non venne meno al suo progetto di salvezza e nella sua Sapienza  e nel suo Amore Infinito, prevedendo il cattivo uso della libertà che avrebbero fatto gli uomini, sin dall’eternità aveva deciso di farsi uno di noi, mediante l’incarnazione del Verbo, seconda persona della Trinità.  Infatti rivolgendosi a Satana che sotto l’aspetto di un serpente aveva tentato Adamo ed Eva, lo minacciò: “Io porrò inimicizia tra te e la donna tra tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu gli insidierai il calcagno ( Gen. 3,15).

E’ il primo annuncio della Redenzione nel quale già si individua la figura di una Donna, discendente di Eva, che sarà la Madre del Redentore che sconfiggerà il Male.

Ma la luce di speranza si accende sul genere umano nello stesso momento in cui l’uomo aveva peccato per la prima volta.

Quindi la redenzione del mondo era avviata sin dal primo momento e i Profeti ispirati dallo Spirito Santo cominciarono a svelare le fattezze di questa Figlia di Adamo, che Dio preserverà dal Peccato originale e da tutti i peccati personali, per colmarla di ogni grazia e fare di Lei la degna Madre del verbo Incarnato.

 

 

BREVI CENNI STORICO-LITURGICI SULL’IMMACOLATA CONCEZIONE 

 

La riflessione teologica  e la diffusione del culto dell’Immacolata concezione di Maria sono stati molto lenti, una festa della Natività di Maria era celebrata in Oriente verso la fine del VI secolo. Nel secolo seguente, poi sorse una festa della Concezione di Maria.

In Occidente, invece la festa della Concezione di Maria appare solo in Italia Meridionale, a Napoli, nel IX secolo e intorno al 1060 veniva celebrata anche in Inghilterra. Con l’invasione dei Normanni la festa venne diffusa e passò in Europa come la festa dell’Immacolata Concezione.

Non tutti i teologi del tempo erano favorevoli, perfino il grande San Bernardo di Chiaravalle, il cantore di Maria, protestò fermamente con i Canonici di Lione per aver introdotto questa festa. In questo stesso periodo, però un discepolo di Sant’Anselmo d’Aosta, Eadmero, sostenne, con il “Trattato sulla Concezione di Santa Maria “,  la possibilità dell’Immacolata Concezione, attraverso un argomentazione molto semplice: Dio lo poteva fare, quindi se lo voleva fare lo fece. Di qui ebbe origine il famoso assioma: “Potui, decuit, ergo fecit” (Dio poteva, era conveniente, perciò lo fece). Anche se come intuizione era buona questa teoria portò a delle esagerazioni perché  molti teologi una volta che avevano deciso che una cosa era conveniente, concludevano in modo semplicistico che Dio l’aveva fatta, creando confusione e diffidenze tra i fedeli. Quindi seguirono alcuni secoli di dibattito teologico al riguardo fino ad arrivare al 17 settembre 1439 giorno in cui il Concilio di Basilea dichiarerà la verità dell’Immacolata Concezione “ conforme al culto della Chiesa, alla fede cattolica e alla sacra Scrittura”. Nel 1477, il papa Sisto VI diede il suo beneplacito ad una Messa della Concezione e da qui in avanti si susseguirono una serie di avvenimenti e prese di posizione della Chiesa che portarono all’affermazione del culto dell’Immacolata Concezione.

Infatti nel 1695, Innocenzo XII approva una Messa con ufficio e ottava per la Chiesa intera e nel 1708, con Clemente IX la festa divenne precetto.

Un altro appoggio alla celebrazione dell’Immacolata Concezione venne nel 1830 con le apparizioni della Vergine a Caterina Labourè, che promosse la diffusione della Medaglia Miracolosa con l’invocazione: ” O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi”.

Finalmente 1854, Pio IX definì come dogma di fede la Concezione Immacolata di Maria e quattro anni dopo la Madonna stessa, a suggello di quanto la Chiesa aveva proclamato, si autodefinì a Lourdes: ” Io sono l’immacolata Concezione “.

Con l’avvento del Concilio Vaticano II la riforma liturgica elevò la celebrazione dell’Immacolata Concezione a solennità.

  

IL DOGMA DELL’IMMACOLA CONCEZIONE.

 

L’Immacolata Concezione di Maria è un dogma della Chiesa cattolica, definito da papa Pio IX con la bolla Ineffabils Deus (8 dicembre 1854). Esso recita così: “ …. Con l’autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei beati apostoli Pietro e Paolo e Nostra, dichiariamo, pronunziamo e definiamo: la dottrina, che sostiene che la beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per singolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in vista dei meriti di Gesù Cristo, salvatore del genere umano, è stata preservata immune da ogni macchia di peccato originale, è stata rivelata da Dio e perciò si deve credere fermamente e inviolabilmente da tutti i fedeli”.

L’Immacolata Concezione è un dogma perché esso definisce una verità assoluta, cioè valida sempre, in ogni cultura e in ogni tempo; a cui ogni singolo credente deve prestare fede indefettibile. Non è qualcosa cui opinare, è parte della fede che per rivelazione di Dio fa conoscere attraverso tre canali: Scrittura, Tradizione e Magistero.

Se cercassimo il dogma nella Bibbia, nei Padri della Chiesa e nei primi sette concili della Chiesa Cattolica cercheremo invano, perché di esso nel primo millennio non viene detto nulla: o meglio, non viene detto nel modo esatto ed esplicito della definizione dogmatica finale. Però che non se ne parli non vuol dire che  la verità del dogma non sia presente, in questo senso il Vangelo dell’ Annunciazione è proprio quella pagine di fede che per parlare della nascita di Gesù permette anche di riflettere sugli effetti di tale nascita sulla persona di Maria. Il Figlio di Dio nasce dalla Vergine Maria e questo è possibile per opera dello Spirito Santo e perché Dio, nel suo progetto d’amore ha preparato una degna dimora al Figlio suo, preservando Maria dal peccato originale, proprio perché da essa potesse nascere Gesù, il cristo. Si parla di Maria per parlare di Gesù, si capisce Maria a partire dal mistero di Cristo suo Figlio, la Scrittura infatti annuncia Gesù, non sua madre, il posto e il ruolo di Maria sono totalmente in relazione a Gesù suo figlio e Figlio di Dio.

La Chiesa, l’otto Dicembre, volge il suo sguardo a colei che con il suo sì ha permesso che il Figlio di Dio venisse in mezzo a noi nella carne, per questo Maria è stata scelta e preservata dal peccato originale perché nascendo dai suoi genitori, ella, pur essendo umana, non condividesse con l’umanità la colpa dei progenitori Adamo ed Eva. 

Maria è opera meravigliosa di Dio alla quale chiede di collaborare ad un progetto di salvezza creandola immacolata per essere madre del Figlio di Dio, quindi anche noi come Maria, siamo chiamati a generare Gesù nella vita.

In definitiva Maria è l’esempio di umanità nuova che al contrario di Eva sa obbedire al suo Creatore, Maria è esempio del mistero pasquale di Cristo la solennità dell’Immacolata Concezione è tutta dedicata a maria in quanto “porta”  attraverso la quale Dio ha potuto donare la salvezza in Gesù.

La sequela e la comunione col Signore sono aspetti della vita spirituale a cui l’Immacolata ci conduce. Questa unione intima con Dio fu possibile solo grazie all’opera dello Spirito Santo in lei per grazia di Dio, una grazia che la rese, come dirà l’Angelo Gabriele “ piena di grazia” ovvero preservata da ogni peccato fin dalla nascita. La presenza dello Spirito Santo in Maria diviene spinta per il credente a vivere la propria vita cristiana, il proprio pellegrinaggio sulla terra, in continua ricerca e richiesta del medesimo Spirito di santità che animò la Vergine. In questo modo Maria, prima credente e discepola del Figlio, è un esempio di discepolo vicino all’esperienza del cristiano, non più solo gloriosa da essere distante e irraggiungibile, al contrario così gloriosa per l’opera dello Spirito da essere l’unico modello vicino all’esperienza di fede per capire come seguire il Signore quando ci si apre all’azione dello Spirito. Come Maria, discepola del Cristo, ha generato il Figlio di Dio per opera dello Spirito Santo, essendone ricolma, così il cristiano con la sua comunità è chiamato a  generare Gesù nella sua vita quotidiana, un parto che si gioca fra testimonianza della propria fede e presenza dei valori di Cristo nella propria famiglia e comunità di fede.

 

IL CULTO DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE A LEONFORTE.

 

Agli atti non risultano esplicite notizie in merito alla nascita del culto dell’Immacolata a Leonforte e né tanto meno non si desumono fatti o notizie relativamente all’acquisto della statua.

Si può desumere che sia il culto sia l’acquisizione della Statua dell’Immacolata, custodita e venerata nella Chiesa di S. Antonio, sia da ricondurre alla presenza nella Chiesa, nella prima metà del ‘700, della Venerabile Compagnia dell’Immacolata Concezione, sorta presumibilmente intorno al 1650, autorizzata in detto periodo a trasferirsi nella Chiesa di S. Antonio dal Principe Ercole Branciforti Naselli, lì la Compagnia svolgerà tutte le pratiche religiose e organizzative proprie delle confraternite.

Quindi la presenza attiva della Compagnia e la bella statua hanno fatto sì che il culto dell’Immacolata Concezione si diffondesse e si consolidasse nel nostro Paese, culto che sarà intensificato e quindi arricchito da pratiche devozionali subito dopo l’emanazione del dogma dell’Immacolata Concezione del 1854. Pratiche devozionali che sono state tramandate e perfezionate fino ad arrivare ai giorni nostri.

Con la scomparsa della Venerabile Compagnia dell’Immacolata, grazie all’impegno di persone di buona volontà ancora oggi la festa dell’Immacolata Concezione ha mantenuto il suo splendore ed è attesa da tutto il popolo leonfortese. ( come non dimenticare l’impegno profuso dal nostro confrate Aldo Benintende, per tanti anni commissario per la Chiesa di S. Antonio nominato dal Vescovo )

Da pochi anni è stato costituito un comitato per la Chiesa di S. Antonio presieduto dalla nostra guida spirituale P. Salvatore Santangelo. Sia Aldo Benintende prima che il Comitato dopo si sono impegnati, sempre affiancati e sostenuti dalla Confraternita Maria SS. Addolorata,  ad organizzare, curandone anche i minimi particolari, i festeggiamenti in onore di Maria SS. Immacolata.

La solennità dell’otto dicembre è preceduta da una novena, nella quale sono approfonditi  temi mariani con la partecipazione di diversi sacerdoti, durante la novena viene recitato    Lo stellario di Maria SS. Immacolata”.

Il giorno della vigilia come da tradizione il Simulacro dell’Immacolata viene trasferito in processione in Chiesa Madre e ci si prepara per il giorno della festa.

L’otto dicembre si celebrano diverse S. Messe in Chiesa Madre e il pomeriggio dopo aver assistito alla S. Messa i confrati, con l’abito ufficiale,  portano in processione la bella statua dell’Immacolata per le vie del paese.

La processione è caratterizzata da diversi momenti di preghiera e dalle marce mariane suonate dalla Banda Cittadina, caratteristico è il Rosario cantato a voce alterne dai confrati e dai fedeli che partecipano attivamente. Da alcuni anni si osserva una sosta in Piazza Europa dove l’Arciprete recita la supplica alla Madonna di Pompei.

La processione si chiude nella Chiesa di S. Antonio dopo la solenne benedizione eucaristica.